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APPROCCIO INIZIALE DEL TRATTAMENTO

“APPROCCIO INIZIALE DEL TRATTAMENTO”

Quando il paziente viene “messo in postura” la sua patologia viene affrontata nel contesto della globalità. Infatti, nel momento ritenuto più opportuno, viene introdotta nel trattamento quella postura che, in sede di valutazione, ha rivelato sintomi e/o il maggior numero di compensi. Il paziente è disteso supino con gli arti inferiori flessi, mentre il terapista pilota il torace inducendo la discesa delle prime 6 e delle ultime 6 coste e facendo arrivare gli effetti della respirazione fino al pavimento pelvico.

Ottenuta così una buona mobilizzazione del torace e del diaframma, il terapista esegue la manovra di Pompage del dorso, che consiste nell’adagiare la colonna dorsale sul proprio braccio e nel decoartare tutte le vertebre attraverso uno scivolamento molto lento ed attento alla respirazione, mentre l’altra mano continua nel pilotaggio del torace. Una volta terminato il pompage dorsale e riposizionata la parte superiore del corpo sul lettino, il terapista passa al Pompage del sacro. Questa manovra permette, prendendo contatto diretto con il sacro ed L5, di decoartare il sacro (ancora una volta mediante un lento scivolamento) e di ricollocarlo correttamente tra i due iliaci ripristinando così l’armonia del bacino.

La patologia in cui incorre più di frequente l’osso sacro è l’“orizzontalità”, di responsabilità sia anteriore (maggiormente) che posteriore. Il pompage del sacro può scatenare a sua volta una serie di compensi nel distretto superiore del corpo, di fatti una volta terminata la manovra il terapista deve assicurarsi che il capo sia in posizione assiale rispetto alla colonna e che gli arti siano disposti in modo simmetrico rispetto ad essa. A questo punto, in caso ad esempio di “apertura di angolo coxo-femorale” o “Rana ala suolo” il terapista termina l’impostazione della postura facendo unire le piante dei piedi e distanziando le ginocchia fino al livello di tensione globale desiderato.

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